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Glutatione: gli integratori funzionano davvero? 3 falsi miti e controindicazioni

Data di Pubblicazione: Gennaio 3, 2022


Sugli integratori di glutatione c’è un’intensa pubblicità, sembrano un elisir di giovinezza che fa pensare che tutti abbiano bisogno di questi integratori. Molti si chiedono: ma tutto quello che dicono i venditori è vero? Ecco gli studi recenti che riguardano l’integrazione e la sicurezza di questi prodotti.

Glutatione: gli integratori funzionano? 3 falsi miti

1. Carenza glutatione nelle malattie croniche

La ricerca ha dimostrato che la maggior parte delle malattie conosciute sono associate a bassi livelli di glutatione. In caso di condizioni acute e croniche, e mentre si sottopongono a trattamenti severi, i pazienti sono gravemente carenti di glutatione.

E’ ormai riconosciuto che il deficit di glutatione aumenta con l’età. Quindi questo antiossidante prodotto dall’organismo ha un ruolo principale nella prevenzione delle malattie croniche.

Per questo sempre più persone sentono parlare del glutatione (GSH) e della sua importanza vitale per una corretta disintossicazione, una forte difesa immunitaria, buoni livelli di energia, resistenza, forza muscolare e come rimedio anti-invecchiamento.

La verità è che la ricerca sul ruolo dell’integrazione di glutatione nelle malattie è molto limitata.(1)

2. Glutatione & risposta infiammatoria Covid-19

Numerosi studi recenti hanno mostrato che pazienti con Covid hanno uno stress ossidativo importante, associato a deficit di glutatione e questo è probabilmente responsabile del danno infiammatorio polmonare. (2)

Uno studio recente pubblicato dai ricercatori italiani dell’Università di Torino sulla rivista Antioxidants conclude che “Bassi livelli di GSH potrebbero essere una delle cause principali dell’eccessiva risposta infiammatoria legata ai gravi sintomi del COVID-19″ e indicano che “aumentare il GSH corporeo potrebbe ridurre il numero di pazienti sintomatici.” (2)

Infatti questo potrebbe essere uno dei motivi per cui molte persone non si ammalano di Covid gravemente.

3. Perché la gente prende gli integratori di glutatione?

L’integrazione orale di glutatione è diventata molto popolare nell’ultimo decennio. Gli integratori alimentari di glutatione sono conosciuti come L-glutatione, glutatione ridotto. Molte persone con vari problemi di salute si rivolgono alle pillole di glutatione, perché hanno letto in una rivista di salute o sentito dai guru del web o della TV che prendere il glutatione migliorerebbe la loro condizione.

Convenienza. Nelle nostre vite veloci la convenienza è spesso importante quanto il risultato finale dell’assunzione di un integratore, se non di più. Infatti questi integratori di glutatione orali sembrano molto convenienti – basta prendere una pillola una volta al giorno… Sono disponibili anche in capsule, compresse, in polvere e in forma liquida, come gocce sublinguali o compresse a lenta fusione.

La nostra logica presuppone che se un integratore è venduto in tutti i negozi di alimenti naturali, farmacie e online, e se è pubblicizzato nei mass media, significa che l’integratore deve funzionare bene, non è vero?

Tuttavia, la maggior parte delle persone non sono consapevoli del fatto che le pillole di glutatione potrebbero non essere molto utili al corpo, ma in alcuni casi potrebbero avere l’effetto opposto.

4. Utilità del glutatione negli integratori: quasi nulla

La maggior del glutatione ingerito viene persa nel tratto digestivo e non può aumentare efficacemente i livelli intracellulari negli organi di disintossicazione più importanti, come fegato, reni e polmoni – dove è richiesto maggiormente.

Sfortunatamente, il glutatione si degrada rapidamente una volta che arriva nello stomaco, dove questa piccola molecola proteica viene digerita, quindi trasformata in aminoacidi semplici. Quindi solo quantità molto piccole di glutatione sintetico sono in grado di entrare nel flusso sanguigno.

La biodisponibilità del Glutatione per via orale è stata analizzato da uno studio pubblicato sulla rivista European Journal of Clinical Pharmacology (3):

L’integrazione con pillole di glutatione è stata studiata in 7 volontari sani. Durante 4,5 ore dopo la somministrazione di glutatione in una dose massiccia di 3 g (3.000 mg) le concentrazioni di glutatione, cisteina e glutammato nel plasma non sono aumentate significativamente, suggerendo che la disponibilità sistemica di glutatione è trascurabile nell’uomo.

Lo studio ha concluso che il glutatione alimentare non è un fattore determinante del glutatione circolante e non è possibile aumentare il glutatione circolante in misura clinicamente benefica con la somministrazione orale di una singola dose di 3 g (3.000 mg) di glutatione.

Anche ulteriori studi clinici in adulti sani hanno concluso che in seguito all’integrazione orale di glutatione non sono stati osservati cambiamenti significativi nei biomarcatori dello stress ossidativo, compreso lo stato del glutatione. (4)

In questi decenni di ricerche, solo uno studio recente ha mostrato un aumento dei livelli di GSH nel sangue in adulti sani con un’integrazione orale dopo circa 6 mesi. Appena interrotta l’integrazione, l’organismo è tornato ai livelli iniziali in 30 giorni. (5)

Mito 1: glutatione liposomiale è migliore

Questo è uno dei miti propagati dai venditori. Il problema con il metodo del GSH liposomiale è che manca di prove specifiche sull’uomo e le affermazioni sono basate solo su ricerche generali su roditori.

In secondo luogo, i liposomi si degradano rapidamente, entro pochi mesi dalla data di fabbricazione. Un prodotto che non è stato fatto di recente potrebbe non essere efficace. Idealmente, deve essere spedito per mantenere la catena del freddo, deve essere refrigerato a casa e utilizzato entro 30-40 giorni dall’apertura della bottiglia.

Non da sottovalutare: i liposomi sono di solito fatti di lecitina di soia, sollevando la questione della sicurezza, dato che quasi tutta la soia è OGM al giorno d’oggi, e inoltre ci può essere una preoccupazione di allergia per alcune persone.

Altri ingredienti comuni nel glutatione liposomiale sono glicerina, emulsionanti di olio vegetale, biossido di titanio – quest’ultimo considerate potenzialmente cancerogeno…

Più efficienti invece si sono mostrati quelli amministrati per via endovenosa, utilizzati dal personale medico in casi di terapia emergenziale. Questi presentano però numerose controindicazioni e sono da utilizzare solo sotto controllo medico.

L’integrazione sintetica può ostacolare la produzione naturale

Alcuni specialisti hanno mostrato preoccupazioni perché introdurre nel flusso sanguigno grandi quantità di glutatione per via orale può rallentare e, con il tempo, persino arrestare la naturale produzione intracellulare, perché le cellule “rilevano” questo eccesso e lo percepiscono erroneamente come un segno che le riserve sono adeguate.

Lo stesso fenomeno può essere osservato con gli ormoni – per esempio, la produzione naturale di melatonina o testosterone diminuisce con l’integrazione sintetica.

Mito 2. Glutatione con N-acetilcisteina fa sempre bene al fegato e ai polmoni

Come sappiamo, la produzione naturale di glutatione avviene solo a livello intracellulare. Anche se molti processi richiedono glutatione, la maggior parte viene utilizzata all’interno delle cellule per la difesa antiossidante e la disintossicazione.

Sul mercato esistono molti integratori di glutatione formulati per disintossicare il fegato dai farmaci. Tra questi anche quelli a base di N-acetilcisteina, usata come mucolitico in diversi farmaci.

Un recente studio pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine ha evidenziato che N-acetilcisteina può potenzialmente aumentare il cancro ai polmoni in modelli animali. I ricercatori notano che l’acetilcisteina è un antiossidante comunemente usato dai pazienti con problemi respiratori in quanto è in grado di sciogliere il muco. Quindi, in prospettiva di questa ricerca il farmaco sarebbe da utilizzare con grande cautela.

Mito 3: integratori di Glutatione sono naturali, quindi non presentano rischi

Molti venditori promuovono gli integratori di glutatione come rimedi naturali che sembrano molto sicuri, anche quando contengono molecole sintetiche come gli aminoacidi L-cisteina, N-Acetilcisteina, Glutammina e altre vitamine.

Questi integratori non sono privi di controindicazioni e in alcune condizioni si possono verificare anche effetti collaterali soprattutto in persone con problemi digestivi.

Conclusioni

Sono necessari altri studi per provare che l’integrazione orale sia efficace nell’aumentare i livelli di GSH nei principali organi di disintossicazione – fegato, reni e polmoni.

Anche per dimostrare la completa sicurezza di un’integrazione prolungata di glutatione ad alte dosi e il suo effetto sulla produzione naturale di glutatione intracellulare sono necessarie ulteriori ricerche.

Il glutatione orale è in grado di aumentare i livelli di GSH nel sangue e negli organi dei topi che sono stati prima impoveriti chimicamente di glutatione. Tuttavia, i livelli di GSH nel fegato erano ancora invariati, proprio dove era più necessario per la disintossicazione. L’integrazione orale di glutatione era a dosi estremamente elevate e aveva un effetto a breve termine.

A lungo termine una strategia migliore è di consumare alimenti nutraceutici che riescono a generare la produzione di glutatione naturale nell’organismo e sono stati riconosciuti come migliori immunostimolanti naturali.

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Riferimenti scientifici:

1. Visca, Alfredo, et al. “Improvement in clinical markers in CF patients using a reduced glutathione regimen: an uncontrolled, observational study.” Journal of Cystic Fibrosis 7.5 (2008): 433-436.

2. Silvagno, Francesca, Annamaria Vernone, and Gian Piero Pescarmona. “The role of glutathione in protecting against the severe inflammatory response triggered by COVID-19.” Antioxidants 9.7 (2020): 624.

3. Witschi, A1, et al. “The systemic availability of oral glutathione.” European journal of clinical pharmacology 43.6 (1992): 667-669.

4. Allen, Jason, and Ryan D. Bradley. “Effects of oral glutathione supplementation on systemic oxidative stress biomarkers in human volunteers.” The journal of alternative and complementary medicine 17.9 (2011): 827-833.

5. Richie, John P., et al. “Enhanced glutathione levels in blood and buccal cells by oral glutathione supplementation.” (2013): 862-32.

 


Per approfondire:

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