Homeintegratori

Coronavirus e vitamine: gli integratori sono utili o pericolosi?

Data di Pubblicazione: Marzo 18, 2020


Gli integratori ci possono proteggere da Coronavirus? Le vitamine sono indispensabili  per sostenere il nostro sistema immunitario, possono aiutarci a prevenire malattie infettive. Cosa dicono le ricerche scientifiche sugli integratori e cosa sappiamo nel caso del Coronavirus.

Coronavirus e vitamine: utili o pericolosi?

Integratori e Coronavirus

Nessuno sa quanto siano validi i test sull’utilità degli integratori nel caso di coronavirus. Il nuovo coronavirus è troppo nuovo e non è strutturalmente uguale all’influenza o ai vari virus del raffreddore. Non sappiamo nemmeno se qualche integratore potrebbe peggiorare specifiche manifestazioni di COVID-19 o interagire con potenziali farmaci!

Vitamine per le difese immunitarie

Da tempo gli scienziati hanno riconosciuto che le persone malnutrite sono molto più vulnerabili alle malattie infettive (incluse quelle provocate dai virus). Anche alcune evidenze sperimentali confermano che le carenze di vari micronutrienti possono alterare la risposta immunitaria.

Da questi studi risulta che per avere un sano e forte sistema immunitario l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale. Quindi il modo migliore per proteggersi dai virus è sicuramente consumare alimenti biologici freschi densi di nutrienti, coltivati all’aperto e non in serre e soprattutto privi di pesticidi.

Esistono prove che gli integratori con vitamine ci possono proteggere dal Coronavirus o altri virus? Molti hanno aspettative dalle notizie diffuse in Rete su una presunta terapia possibile a base di vitamina C e D. Ecco le evidenze scientifiche che riguardano raffreddore e influenza (non il nuovo coronavirus!):

Coronavirus e vitamina C

L’effetto della vitamina C nel trattamento e nella prevenzione del comune raffreddore è un argomento molto impegnativo e ci sono state molte controversie da 70 anni a questa parte.

Evidenza moderata. La vitamina C può ridurre la durata dei sintomi del raffreddore se si è iniziato ad assumerla regolarmente prima di ammalarsi. Questo sembra particolarmente vero per gli atleti e le persone anziane, ma non per tutti gli altri.

Effetti collaterali

Troppa vitamina C potrebbe causare nausea, diarrea e crampi allo stomaco.

L’integrazione di vitamina C ad alte dosi (circa 1 g al giorno) raddoppia il rischio di sviluppare calcoli renali, secondo uno studio prospettico di popolazione effettuato presso il Karolinska Institutet di Stoccolma. [2]

Aumenta lo stress ossidativo in alcune patologie

Anche se la vitamina C è una vitamina con note e potenti capacità antiossidanti, quando assunto in forma di integratore è stato dimostrato che può avere effetti pro-ossidanti e può causare danni stimolando la perossidazione dei lipidi – quindi creare danni al fegato. Alcuni studi svolti dagli epidemiologi dell’Università di Minnesota,  ipotizzano che un elevato apporto di vitamina C nelle persone diabetiche potrebbe promuovere l’arteriosclerosi.[3]

Vitamina C dagli alimenti

Assumere la vitamina C con l’alimentazione è la modalità più efficiente e sicura. Il fabbisogno giornaliero è di appena 85 milligrammi per le donne e 105 milligrammi per gli uomini. Basta un’arancia al giorno e i due terzi del fabbisogno vengono coperti, mentre con appena due kiwi si arriva a quota 125 milligrammi.

Importante assumere però frutta e verdura biologica fresca e priva di pesticidi. Dai test pubblicati dalla rivista Salvagente in febbraio 2020 gran parte degli agrumi venduti in italia contengono il clorpyrifos, pesticida che provoca danni al sistema nervoso e ai bambini.

Anche l’Aloe vera Artesana biologica fresca è una fonte di vitamina C che viene insieme con tanti altri nutrienti. Le piante coltivate all’aria aperta contengo più vitamine rispetto a quelle di serra.

Coronavirus e vitamina D

Molti studi indicano che la vitamina D può aiutare a prevenire le infezioni delle vie respiratorie superiori. La gente che passa molto tempo in casa in inverno è legata all’influenza stagionale a causa della maggiore trasmissione virale in aree chiuse e della mancanza di sole (oltre a permettere alla pelle di sintetizzare la vitamina D).

Ma l’impatto dell’integrazione con vitamina D sul nuovo coronavirus è sconosciuto. Non prendete quantità elevate solo perché avete sentito dire che “la vitamina D fa bene al sistema immunitario”!

Effetti collaterali. I più noti effetti collaterali dell’integrazione con la vitamina D sono: nausea, vomito o costipazione.

Tossicità. La tossicità della vitamina D può portare a ipercalcemia (alti livelli di calcio nel sangue) e Questa condizione può causare gravi problemi, come insufficienza renale, ritmi cardiaci anormali e coma.

Gli integratori di vitamina D possono interagire con alcuni farmaci, quindi si deve prendere sono ad indicazione di uno specialista.

Ma dove si trova e come si fa il pieno di vitamina D?

Gli studi indicano che è improbabile che si sviluppi tossicità della vitamina D da troppa luce solare o dalla quantità presente negli alimenti. Nella dieta mediterranea esistono tanti alimenti ricchi di vitamina D: latticini, formaggi, tuorlo d’uovo ed alcuni pesci.

Tra i formaggi, uno dei migliori è il parmigiano reggiano biologico artigianale The Honeyland, da piccoli allevamenti dove gli animali ricevono le cure e il rispetto dovuto.

Conclusioni

Non esistono prove scientifiche che le vitamina C oppure D possono proteggerci dal virus. Prendere vitamine ad alte dosi potrebbe essere pericoloso, l’integrazione deve avvenire insieme ad uno specialista che valuti lo stato di carenza nutrizionale e le possibili interazioni con i farmaci utilizzati.

Consumare alimenti biologici freschi e alimenti nutraceutici di filiera corta artigianale è la migliore strategia per sostenere le difese immunitarie a lungo termine.

Riferimenti scientifici disponibili per gli utenti The Honeyland

 

 


Per approfondire:

COMMENTS

WORDPRESS: 0
Condividi
Tweet
Pin
WhatsApp