Disintossicare il fegato: i primi 7 passi

Ci ricordiamo che è importante disintossicare il fegato solo quando ci manda segnali di stanchezza, ma quest’organo lavora assiduamente ogni giorno. Ecco una guida in 7 passi per prendersi cura della salute del tuo fegato in maniera naturale.

Il fegato è il primo filtro del nostro organismo per eliminare le tossine ambientali e organismi patogeni, ma è anche un organo digestivo vitale che converte i nutrienti degli alimenti in componenti essenziali del sangue.

Gli specialisti hanno confermato che il fegato svolge più di 400 funzioni al giorno che determinano il benessere dell’intero organismo. Alcuni dei lavori essenziali del fegato includono:

  • Utilizzo e stoccaggio dei grassi, glucidi, minerali, ferro e vitamine;
  • Produzione delle proteine essenziali e colesterolo;
  • Produzione della protrombina che interviene nel processo di riparazione dei danni ai vasi sanguigni.

Anche se non ce ne accorgiamo, il fegato lavora incessantemente per disintossicare il nostro sangue da tutte le tossine che l’organismo riceve (bilirubina, ammoniaca e altri). Inoltre assicura la disintossicazione da farmaci, droga, alcol e altre sostanze potenzialmente dannose.

Dal momento che l’uomo moderno è sottoposto quotidianamente a vari fattori inquinanti, è di vitale importanza sostenere e proteggere la salute del fegato.

Sintomi del fegato intossicato (NON funziona a livelli ottimali)

Prima del comparire delle varie patologie, l’organismo ci manda dei segnali per informarci che il fegato è in difficoltà: non riusiamo ad esempio a digerire bene il cibo, soprattutto grassiproteine, ma anche fruttosio.

Questo perché il fegato non svolge bene il suo lavoro di trasformazione dei nutrienti. In questo caso si possono manifestare:

  • Problemi di digestione come gonfiori e gas,
  • Costipazione
  • Stanchezza cronica e mancanza di concentrazione
  • Appetito scarso

Di seguito ecco i primi passi da fare per disintossicare il fegato in maniera naturale.

1. Disintossicare il fegato dai grassi nocivi

I famigerati grassi idrogenati ma anche gli oli vegetali raffinati sono riconosciuti come responsabili di causare danni al fegato. Sono presenti in quasi tutti i prodotti alimentari trasformati: in prodotti da forno, patatine fritte, snack bar, zuppe, salse, condimenti per insalate, cibi fritti, maionese, ecc.

Una buona abitudine è di preferire agli “alimenti confezionati” con grassi di dubbia provenienza gli alimenti preparati in casa con olio EVO italiano.

Anche la tua crema spalmabile alle nocciole preferita (biologica o no) potrebbe contenere una grande quantità di grassi nocivi. Per questo sono migliori quelle senza grassi aggiunti.

2. Proteggere il fegato da zuccheri raffinati e fruttosio

Per disintossicare il fegato purtroppo non basta eliminare i grassi nocivi dall’alimentazione. Anche gli zuccheri raffinati, presenti nei vari dolcificanti sono altrettanto nocivi. Il fruttosio in particolare, è uno zucchero presente soprattutto nelle marmellate, succhi di frutta, ma anche nei dolcificanti naturali a basso indice glicemico.

L’abuso sistematico del fruttosio aggiunto ai cibi e alle bevande produce gli  stessi effetti pericolosi simili a quelli provocati dall’alcol. E’ quanto emerge da recenti studi svolti dai ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e pubblicati nel 2017 sulla rivista Journal of Hepatology

Soprattutto tra i grandi consumatori di fruttosio, i ricercatori hanno dimostrato l’associazione tra gli alti livelli di acido urico e l’aggravarsi del danno al fegato.

Una variante più salutare delle marmellate ricche di fruttosio sono le creme spalmabili con miele non pastorizzato.

3. Evitare alimenti fritti

Le patatine fritte, i cereali per la colazione, pizza, carne alla griglia sono tutti alimenti recentemente messi sotto osservazione in quanto contengono composti secondari cancerogeni derivati dalle cotture ad alte temperature.

L’acrilammide è una sostanza cancerogena derivata dalla degradazione dell’amido e degli aminoacidi negli alimenti cotti al forno o fritti a temperature oltre 120°C. E’ presente in centinaia di prodotti, quindi limitandone il consumo si evita l’accumulo dell’acrilammide nel fegato.

Cerca alternative salutari al caffè

In merito al pericolo del caffè, l’esperto in materia dott. Alberto Mantovani del Dipartimento di Sicurezza alimentare, Nutrizione e Sanità pubblica veterinaria dell’Istituto Superiore di Sanità, commenta per il Fatto alimentare:

“Nel suo parere del 2016 EFSA ha espresso chiaramente che l’acrilammide, per il potenziale cancerogeno e i livelli di assunzione nella popolazione europea, rappresenta un rischio per la salute; il caffè è certamente una fonte di acrilammide importante per la popolazione adulta (leggi parere).

Se consumi regolarmente il caffè, puoi sostituirlo con un’alternativa più salutare come il tè matcha coltivato in Giappone, ricco di sostanze antiossidanti protettive del fegato.

4. Eliminare le Aflatossine

Sono considerate sostanze cancerogene per il fegato. Il pericolo è maggiore soprattutto quando alimenti contaminati con aflatossine vengono ingeriti in elevate quantità e per lunghi periodi.

Sono a rischio le persone che consumano molta frutta secca e frutta a guscio. Sono state rinvenute aflatossine in arachidi, pistacchi, nocciole, mandorle americane, noci del Brasile ma anche in cereali e riso. Alcune volte anche in semi-preparati come pasta di pistacchi o farina di nocciole.

Dalle segnalazioni diffuse dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti (Rasff) ogni settimana vengono segnalati molti prodotti per la presenza di aflatossine oltre i limiti consentiti.

I più sicuri sono i prodotti italiani di filiera corta (nocciole, mandorle, pistacchi) che sono lavorati in condizioni igieniche migliori e hanno tempi di stoccaggio minori.

5. Evitare gli additivi alimentari

Tutti gli additivi e coloranti alimentari sintetici sono poco salutari per il fegato. Tra questi, i nitrati  nitriti aggiunti spesso nelle carni e cibi dei fast food sono stati collegati a problemi seri di salute.

Queste sostanze chimiche sono utilizzate come conservante e per mantenere il colore rosso vivo della carne. Anche i solfiti aggiunti appositamente nei prodotti considerati salutari come la frutta dolce essiccata  possono creare problemi.

Leggere le etichette è l’unico modo per evitare alcuni alimenti e fare scelte migliori.

6. Preferisci rimedi naturali ai farmaci

I farmaci sono una causa diffusa ed importante di danno epatico. Come riferito nello studio pubblicato recentemente da alcuni ricercatori italiani, nella banca dati Hepatox ci sono oltre 1200 principi attivi che possono riprodurre tutto lo spettro delle malattie epatiche.

Invece Dominique Larrey, epatologo della scuola di medicina di Montpellier, autore di numerosi studi avverte che:

Circa un terzo delle segnalazioni, il 31,9% riguarda gli antibiotici, con in testa l’associazione amoxicillina e acido clavulanico che da sola conta 23% dei casi, mentre una patologia su dieci è ascrivibile alle herbal medicines, usate dal 32% dei malati.

Si deve prestare quindi attenzione anche agli “integratori naturali” e alle “medicine ayurvediche” molte delle quali contengono materie prime contaminate con metalli pesanti, pesticidi o aflatossine.

7. Migliori alimenti per il fegato

La dieta mediterranea fornisce alcuni dei migliori alimenti per la salute del fegato.

Infatti invece di cercare rimedi esotici, possiamo sempre approfittare della varietà di alimenti italiani con ottime proprietà per disintossicare il fegato.

Tra questi le verdure fresche da foglia verde, l’olio extravergine di oliva, le tisane di montagna e il miele grezzo.

 

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Per approfondire: Depurare il fegato: migliori alimenti e rimedi naturali

 

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