Gelato confezionato pericoli per l'Intestino: 6 additivi e ingredienti da evitare
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Gelato confezionato pericoli per l’Intestino: 6 additivi e ingredienti da evitare


Il gelato confezionato è molto amato, ma contiene spesso additivi e ingredienti poco salutari. Una lista che può arrivare fino a 15 sostanze nello stesso prodotto – da evitare se teniamo alla nostra salute.

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L’estate fa rima con il gelato che non può di certo mancare nelle giornate soleggiate e calde. Sembra che oggi il gelato confezionato sia diventato in assoluto l’alimento preferito in estate da milioni di italiani: alcune ricerche indicano che 25 milioni di nostri connazionali lo gustano, infatti, 3 o 4 volte alla settimana e 10 milioni addirittura tutti i giorni.

Ma questi prodotti che troviamo in grandi quantità nel banco frigo dei supermercati sono davvero innocui o presentano potenzialmente un rischio se consumati abitualmente?

Gelato artigianale tradizionale vs Gelato confezionato

Secondo l’antica tradizione gelataia questo dolce deve contenere pochi ingredienti (meno di una decina), tutti naturali, freschi e di elevate qualità nutrizionali, come il latte fresco, la panna fresca, le uova, la frutta di stagione e le creme di frutta secca. Purtroppo questa tradizione sta per estinguersi.

Grazie a tecniche produttive sempre più sofisticate l’industria dolciaria è riuscita ad imitare il vero gelato tradizionale, aggiungendo nuovi gusti e texture accattivanti. Però, per avere dei prodotti con tempi di scaffale lunghi e prezzi bassi le industrie hanno determinato una progressiva trasformazione del gelato eliminando gli ingredienti originali e lasciando posto a sostituti più economici e numerosi additivi.

Nel tentativo di offrire molti gusti a prezzi contenuti, molte gelaterie che si dichiarano artigianali usano semi preparati già pronti, molto simili a quelli industriali.

Gelati confezionati: prodotti ultra-trasformati poco salutari

Vi è mai successo che dopo aver mangiato un bel gelato di sentirvi molto appesantiti oppure avvertire una grande sete? Con questa fastidiosa sensazione l’organismo ci sta dicendo che ha difficoltà a digerire e/o metabolizzare il gelato appena consumato.

In linea generale, ecco cosa contengono i gelati prodotti a livello industriale:

  • zuccheri raffinati
  • latte: scremato in polvere, scremato, scremato e reidratato;
  • grassi raffinati: di solito oli vegetali (di cocco e girasole, alcuni anche parzialmente idrogenati)
  • addensanti: farina di semi di carrube, gomma di guar, inulina, psyllium o agave;
  • emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi e altri emulsionanti come lecitine di soia e olio girasole;
  • coloranti & aromi
  • sale;
  • farina di frumento

Quindi si può facilmente dedurre che tutti questi gelati confezionati rientrano a pieno titolo nella categoria degli alimenti ultra-trasformati, considerati da recenti ricerche scientifiche tra gli alimenti responsabili di aumentare i rischi di malattie.

Cibi ultra-trasformati dannosi per la salute cardiovascolare

Secondo un recente studio clinico svolto in Italia,  un alto consumo di questi alimenti aumenterebbe il rischio di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari. [1]

Commentando i risultati, gli autori hanno fatto notare “quanto gli alimenti ultra-trasformati siano diffusi e spesso non riconosciuti come tali“.

Tra i pazienti con patologie cardiovascolari che consumano molti alimenti ultra-trasformati, il rischio di morte per ictus e infarto è incrementato del 65%. Lo stesso studio ipotizza che tra i fattori di rischio ci siano la composizione nutrizionale scorretta e la presenza di additivi alimentari.

Gelato confezionato, un pieno di additivi pericolosi per l’Intestino

Basta guardare le etichette dei centinaia di gelati confezionati disponibili nei supermercati per notare il largo impiego di additivi di vario genere (emulsionanti, addensanti, coloranti, aromi etc.). Le lista di  ingredienti può arrivare fino a 15 sostanze nello stesso prodotto…

Al di là di questo rischio specifico alcune sostanze meritano particolare attenzione – queste sono autorizzate, spesso con limiti di impiego.

1. E471 – Mono e digliceridi degli acidi grassi

I mono e digliceridi degli acidi grassi (E471) sono emulsionanti largamente impiegati dall’industria alimentare. In campo industriale, questi additivi vengono prodotti sinteticamente a partire dal glicerolo e dai singoli acidi grassi, o ricavati da sottoprodotti dell’industria olearia. Ma attenzione perché non è obbligatorio riportare la natura delle materie prima impiegati per produrli.

Sono indice di un prodotto di  bassa qualità, anche nei prodotti bio.

Anche se l’ultimo parere EFSA (2017) non segnala particolari rischi associati alla loro esposizione, diversi studi scientifici mostrano però la capacità dei mono e digliceridi degli acidi grassi di alterare l’equilibrio del microbiota intestinale e che possano anche favorire l’insorgenza del cancro al colon. [2]

Lo squilibrio del microbiota legato agli apporti di questi e altri emulsionanti nella letteratura scientifica richiamata è correlato a un aumento del rischio di malattie autoimmuni (per esempio il morbo di Crohn), malattie infiammatorie, colite e sindrome metabolica (aumento di adiposità). [3]

2. E442 -Fosfatidi d’ammonio

I fosfatidi d’ammonio (E442) sono altri emulsionanti sconsigliati. Il rischio deriva dalla presenza di acido erucico, la cui assunzione frequente e prolungata può presentare un rischio per la salute dei bambini in particolare, poiché maggiormente esposti.

Dai test sugli animali il suo consumo viene associato con la comparsa di una sindrome cardiaca (lipidosi miocardica). Inoltre, come per i numerosi additivi alimentari a base di fosfato, l’E442 è sospettato di favorire le malattie cardiovascolari.

3. Addensanti (E 407, E 412, E 410)

Per diminuire oppure eliminare del tutto le quantità di latte e panna, al gelato sono aggiunti gli addensanti che possono migliorarne la cremosità e dare volume al gelato.

Carragenina (E407)

Molti gelati, come anche alcuni aloe gel da bere contengono la carragenina,  un ingrediente che deriva da alghe rosse e vengono largamente impiegate dall’industria alimentare come addensanti e gelificanti. A seguito di riscaldamento ad alta temperatura o in presenza di elevata acidità, le carragenine possono però rilasciare carragenine degradate.

La letteratura scientifica mostra un legame tra gli apporti di carragenine degradate e l’insorgenza di cancro al colon. Al punto che l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) le ha classificate come possibile cancerogeno (gruppo 2B). [4]

Farina di semi di carrube (E 410) e la gomma di guar (E 412)

Quando di provenienza extra UE, questi addensanti sono considerati ad altro rischio per contaminazione con ossido di etilene cancerogeno, essendo tra le principale cause di richiami in centinaia di prodotti, tra cui anche i gelati.

4. Gelato: aromi e coloranti

C’è da considerare anche la presenza di aromi e coloranti spesso artificiali, il cui utilizzo è a volte necessario per attribuire sapore a cibi ultra-processati con materie prime di bassa qualità.

5. Zuccheri raffinati

Tutti i gelati contengono zuccheri raffinati (come il saccarosio, zucchero di canna, lo sciroppo di glucosio, lo sciroppo di zucchero invertito, sciroppo di manioca), poco salutari.

Studi recenti mostrano che gli zuccheri raffinati alterano il microbiota intestinale e inducono la colite in modelli animali.[5]

6. Grassi raffinati

Inoltre quasi tutti i gelati (inclusi quelli delle gelaterie) contengono anche importanti quantità di grassi raffinati che sono correlati con l’aumento delle malattie degenerative.

Nelle nostre ricette di gelati preferiamo di gran lunga l’olio di nocciola bio crudo The Honeyland.

Gelato confezionato e contaminazioni batteriche

Nonostante abbiano lunghe scadenze, i gelati confezionati sono tra i pochi alimenti industriali che non contengono conservanti, ma è molto importante che siano mantenuti sempre a temperature di -18°C, altrimenti potrebbero essere oggetto di contaminazioni batteriche.

Soprattutto d’estate, visto il lungo percorso dal produttore fino al consumatore finale rimane il dubbio se la catena del freddo sia sempre rispettata, come viene specificato dalle normative…

Esiste un gelato confezionato salutare?

Insomma nessuno nega che i gelati confezionati hanno gusti incantevoli… Utilizzando ingredienti a basso costo riescono ad accontentare un enorme platea di consumatori che sono felici di pagare solo 4 euro al kg per vaschetta…

Non pensare però che il gelato confezionato possa essere invece come lo dipingono in molti:

un alimento completo che è facilmente digeribile, dà buon umore ed energia (immediatamente utilizzabile). Contiene sali minerali, antiossidanti e vitamine, adatto a tutti e può quindi essere consumato tranquillamente come merenda, in alternativa alla frutta, o come sostitutivo di un piatto…

Ci sembra scorretto ed ingannevole il fatto che alcuni nutrizionisti vogliono far credere che il Gelato Industriale Confezionato sia un toccasana per difendere gli interessi delle corporazioni che rappresentano.

Gelato dietetico. Sotto il profilo calorico i prodotti sono abbastanza simili, tutti a base di creme industriali. In linea di massima i gelati alla frutta contengono ‘meno calorie’, ma questo non significa che siano più salutari…

Il mito delle vitamine nel gelato confezionato

Spesso su internet troviamo articoli con affermazioni false come:

“il gelato al cioccolato è ricco di vitamina E che giova molto alla pelle, il gelato al caffè ha i polifenoli che combattono i radicali liberi, i gelati a base di agrumi o fragole possono “regalare” una buona dose di vitamina C, mentre quelli al gusto di melone, albicocca o di frutti dai colori vivaci hanno una buona fonte di vitamina A.”

Il gelato industriale oppure che trovi nella maggior parte delle gelaterie spesso chiamate “artigianali” utilizza solo “basi di frutta in polvere” (pastorizzate ed essiccate). Vengono preparate con la semplice aggiunta di acqua – a caldo o a freddo.

Il gelato industriale è privo di alcun tipo di vitamine C, E oppure betacaroteni.

Benefici del gelato fatto in casa The Honeyland

Per avere le vitamine devi utilizzare la frutta fresca e cruda, specialmente quella appena raccolta, come i nostri mirtilli biologici italiani km 0. Neanche nelle confetture infatti sono presenti vitamine…

Se vuoi avere un gelato davvero nutriente puoi provare le ricette di gelato fatto in casa The Honeyland con miele e 2-3 ingredienti biologici crudi e pregiati.

 

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Riferimenti scientifici:

1. Bonaccio, Marialaura, et al. “Ultra-processed food intake and all-cause and cause-specific mortality in individuals with cardiovascular disease: the Moli-sani Study.” European Heart Journal 43.3 (2022): 213-224.

2. L’infiammazione intestinale cronica causata da mono e digliceridi degli acidi grassi e altri emulsionanti può favorire l’insorgenza del cancro al colon. V. Viennois E, Chassaing B. (2021). Consumption of Select Dietary Emulsifiers Exacerbates the Development of Spontaneous Intestinal Adenoma. Int J Mol Sci. 2021 Mar 5;22(5):2602.

3. Chassaing B, Koren O, Goodrich JK, Poole AC, Srinivasan S, Ley RE, Gewirtz AT. Dietary emulsifiers impact the mouse gut microbiota promoting colitis and metabolic syndrome. Nature. 2015 Mar 5;519(7541):92-6. doi: 10.1038/nature14232.

4. Reg. CE 1333/08, relativo agli additivi alimentari. Allegato II, Parte B

5. Laffin, Michael, et al. “A high-sugar diet rapidly enhances susceptibility to colitis via depletion of luminal short-chain fatty acids in mice.” Scientific reports 9.1 (2019): 1-11.

 

 


Per approfondire:


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