Se le api scomparissero, quali tipi di frutta e verdura troveremo ancora?
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Se le api scomparissero, quali tipi di frutta e verdura troveremo ancora?


Per far crescere la consapevolezza in merito al problema del declino delle popolazioni di api, la società civile, attraverso varie associazioni ambientaliste di tutto il mondo, si impegna a diffondere il messaggio dell’importanza degli insetti impollinatori sui cibi che noi mangiamo quotidianamente.

Neonicotinoidi api - che verdura e frutta ci rimangono?

Volontari di Greenpeace Italia in visita al mercato in varie città – giugno 2013

Quali effetti può avere per noi consumatori il fenomeno dell’estinzione delle api?

Ultimamente si sente molto parlare della moria di api ma non viene spiegato l’impatto che questo fenomeno può avere sulla nostra vita quotidiana.

In 2011 le Nazioni Unite indicavano in un report sulle api che più di 70 delle 100 colture principali e che forniscono circa il 90% del nutrimento mondiale vengono impollinate dalle api. In Europa, a causa della moria di questi insetti, sono a rischio 4000 colture (fonte GreenPeace).

Il cibo migliore e più salutare, come verdura e frutta (fresca e in guscio), viene impollinato dalle api.

Negli Stati Uniti un’azione inedita è stata  lanciata dal supermercato Whole Foods, in collaborazione con la società no-profit Xerces Society, nella campagna chiamata “Share the Buzz” per la protezione delle popolazioni di insetti impollinatori.

Supemercato in un mondo con api

Per avere un’idea più chiara sul fenomeno dell’estinzione delle api,  Whole Foods ha creato un’immagine dove sono stati eliminati temporaneamente dagli scaffali tutti i prodotti direttamente legati al prezioso lavoro di impollinazione delle api. L’esperimento ha significato togliere ben 237 su 453 prodotti – il 52 % dell’assortimento, tra cui:

  • Frutta: mele, pere, agrumi, pesche, kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni, cocomeri
  • Verdura: pomodori, zucchine
  • ed anche altri preziosi alimenti come aglio, carota, cavoli,  cipolla ed ancora tutti i prodotti a base di soia e girasole (olio e semi).
  • Produzione di carne: non si conosce ancora l’impatto che possa avere la diminuzione della produzione delle colture foraggere destinate agli animali da allevamento, comunque anche in questo caso le api svolgono un importante azione di impollinazione per le piante di erba medica e di trifoglio.

Supemercato senza le api

Le api e l’eco-sistema

Negli ultimi anni i ricercatori stanno svolgendo indagini sulle possibili cause della moria delle api per trovare delle soluzioni al drammatico problema che riguarda l’intero eco-sistema del nostro pianeta.

Come ben noto tutte le forme viventi hanno una loro posizione ben definita nell’eco-sistema globale. Quando un tassello della catena scompare, questo può portare all’estinzione a sua volta di altre forme di vita. Far parte di un eco-sistema significa che altre forme di vita dipendono da te, come anche tu dipendi da loro.

Le api e gli altri insetti impollinatori sono legati all’ambiente in cui vivono ed è quindi importante che l’essere umano con le sue attività non renda tale ambiente ostile al benessere di questi preziosi insetti. Noi dipendiamo dalle api che operano in sintonia con le piante circostanti che ci donano frutta e verdura, alimenti indispensabili in una dieta equilibrata e sana.

Esistono alternative all’impollinazione degli insetti?

«Se le api scomparissero saremo costretti ad impollinare a mano molte coltivazioni, come già accade in certe zone della Cina in cui le api sono ormai estinte – afferma l’entomologo Giorgio Celli. Ogni giorno migliaia di braccianti agricoli si armano di pennelli e salgono sugli alberi per fare il lavoro delle api.»

Ma questo è un metodo non naturale ed i costi di manodopera per questa operazione saranno elevati e la prima conseguenza sarà un aumento dei prezzi di molti alimenti.

Cosa possiamo fare per salvare le api … e la nostra agricoltura?

Con l’obiettivo di prevenire il verificarsi di questi scenari, un modo semplice sarebbe quello di iniziare a coltivare il proprio orto con metodi sostenibili senza l’utilizzo di sostanze chimiche, soprattutto neonocotinoidi, che alcuni ricercatori lo paragonano al DDT, vietato anni fa in tutto il mondo per la sua tossicità.

Sicuramente questo sarebbe un primo passo per preservare la biodiversità e aiutare concretamente le api e gli insetti impollinatori.

 


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