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Nuovi OGM (come i vecchi): pericoli per la salute e biodiversità

Data di Pubblicazione: Ottobre 19, 2021


La Commissione europea cede alle pressioni della lobby bio-tech? Secondo le associazioni ambientaliste la possibilità della deregolamentazione degli Ogm è una minaccia per la salute e per l’ambiente. Il nostro dissenso ai nuovi OGM che non sono per niente sostenibili come si dichiarano.

Nuovi ogm NBT - completamente incompatibili con l’agroecologia

Negli ultimi mesi è stata indetta dalla Ue una consultazione aperta sulle cosiddette New Breeding Techniques, NBT, o Nuove tecniche genomiche, come per esempio il metodo CRISPR-Cas9. I nuovi Ogm secondo la Commissione “potrebbero assicurare benefici per la società europea” e per questo è necessario giungere a una loro regolamentazione.

Dopo che l’Europa aveva imposto regole ferree alla prima generazione, la lobby industriale torna alla carica per non perdere il treno della seconda generazione di OGM. L’obiettivo principale dell’agribusiness è quello di sottrarre le NBT alle regole degli OGM e quindi evitare test, monitoraggi ed etichettature. Insomma, la deregolamentazione sarebbe il miglior scenario per l’industria.

Nuovi Ogm (NBT) vs vecchi

La Corte di Giustizia europea ha stabilito, con una sentenza del 2018, che le nuove tecniche di creazione varietale basate sull’editing genomico (gene editing) sono equiparabili alle biotecnologie “di prima generazione”. Quindi producono organismi geneticamente modificati (OGM).

Questo, per la Corte, porta a vincolare tecniche e prodotti alla valutazione del rischio prevista dalla Direttiva sugli OGM del 2001, che obbliga alla tracciabilità e all’etichettatura.

Le nuove biotecnologie in Italia: le risposte delle associazioni

Ma nonostante il Ministro Patuanelli  abbia ripetuto più volte che “le sentenze vanno rispettate” e abbia citato la sentenza del 2018, ora propone di aggirarla modificando la legislazione corrente. Proprio come chiedono le più grandi multinazionali agrochimiche e sementiere.

In The Honeyland condividiamo pienamente le posizioni delle organizzazioni della società civile (OSC) e delle ONG che hanno preso una dura posizione davanti all’avanzamento delle nuove OGM.

L’Associazione Rurale Italiana (ARI) e Centro Internazionale Crocevia, una delle più longeve ONG italiane da oltre 60 anni impegnata a promuovere i diritti dei piccoli produttori di cibo affermano nel comunicato stampa del 7 ottobre 2021:

“Un atto gravissimo che va contro la normativa europea e la volontà pubblica”

«Questo è totalmente inaccettabile – dichiara Stefano Mori, coordinatore di Crocevia – L’Italia è un paese libero da OGM dal 2001 e che questo ha prodotto un vantaggio comparato per la produzione agroalimentare italiana non solo per quelle biologiche ma per l’insieme delle produzioni convenzionali: una garanzia che ha un peso determinante anche sulle esportazioni in Europa».

Fabrizio Garbarino, allevatore, presidente di ARI ha aggiunto:

«In risposta all’interrogazione dell’On. Nevi alla Camera, il Ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli ha dichiarato che l’Italia farà il possibile per assicurare una normativa ad hoc per le nuove biotecnologie. Il rischio è che i nuovi OGM non siano più tracciati né etichettati e che li troveremo nei nostri piatti senza saperlo».

La Commissione europea sta cercando di introdurre nel mercato europeo gli Ogm di ultima generazione, sui quali non sono stati eseguiti sufficienti test e dei quali non ci sarà traccia in etichetta.Click To Tweet

Slow Food: NO ai nuovi OGM

Anche la posizione di Slow Food è diametralmente opposta a quelle delle lobby. “I nuovi (e i vecchi) Ogm sono completamente incompatibili con l’agroecologia” – spiega in una nota di Slow Food Francesco Sottile, agronomo e professore all’Università di Palermo.

“I nuovi Ogm – prosegue – vengono richiesti soltanto da quegli agricoltori che preferiscono continuare a coltivare monocolture, rifiutando di adottare tecniche che permetterebbero di migliorare la resilienza delle terre e delle zone rurali. Invece di sprecare tempo e risorse preziose sui nuovi Ogm, l’Unione europea dovrebbe preoccuparsi di aiutare gli agricoltori a sostenere le alternative all’agricoltura industriale”.

A giugno 2021, in risposta al rapporto di aprile della Commissione, Slow Food ha pubblicato un policy brief nel quale ribadisce la sua posizione sui nuovi Ogm. Chiedendo che continuino ad essere strettamente regolamentati, considerati i rischi per la biodiversità, l’incompatibilità con un sistema agricolo basato sull’agroecologia e le minacce rappresentate ai mezzi di sussistenza degli agricoltori di piccola scala”.

No ai

The Honeyland: dissenso sui nuovi OGM

In The Honeyland condividiamo pienamente le posizioni delle organizzazioni della società civile (OSC) e alle ONG. Soprattutto perché non studiati abbastanza, i nuovi OGM sono una minaccia per la biodiversità dei nostri territori, cosi importante per le api e altri animali.

Nei paesi dove gli OGM sono molto diffusi (come Sud America, Stati Uniti e Cina) è ormai riconosciuto che questi si possono trovare facilmente anche nel prodotti apistici italiani. Anche nel miele, polline e pappa reale bio.

Quindi con l’introduzione delle nuove OGM, anche nel miele e nel polline potranno essere trovate molecole estranee e vanificare gli sforzi nel mantenere i prodotti apistici italiani “OGM free”.

C’è tempo fino al 22 ottobre per rispondere alla consultazione aperta dalla Commissione europea a proposito dei suoi progetti di deregolamentazione dei nuovi Ogm.

Prenditi due minuti per compilare questo breve form che Slowfood Italia ha preparato in risposta alle Consultazioni europee per impedire che i nuovi Ogm arrivino nei nostri terreni e nel tuo piatto.

Fai sentire la tua voce: https://bit.ly/fuorigliOgmform

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