Glutatione provoca il cancro o lo previene?
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Glutatione provoca il cancro o lo previene?



Prendere integratori di glutatione (molto popolari ultimamente) potrebbe non essere una buona idea per molte persone. Esistono studi che hanno evidenziato che in alcune situazioni il Glutatione sintetico può provocare il cancro.

Glutatione provoca il cancro o lo previene?
Esiste un dibattito di lunga data sui benefici dell’assunzione di integratori di antiossidanti non solo negli individui sani, ma anche nei pazienti con diagnosi di cancro. Infatti c’è un timore che in alcune situazioni il Glutatione può peggiorare la situazione.

È vero che più vitamine prendo meglio sto?

No, invece è vero il contrario. Un’assunzione eccessiva di alcune vitamine può essere addirittura pericolosa e dare origine a ipervitaminosi dalle gravi conseguenze, come ricordano gli esperti nella sezione dedicata a bufale e falsi miti di Issalute.

Infatti è ancora molto diffusa l’opinione che le vitamine possono solo fare bene… Per cui in molti, spinti anche dalla pubblicità, assumono integratori in modo costante vitamine A, E, C, D senza una reale necessità. E sono in molti a pensare che le loro proprietà antiossidanti aiuteranno a scongiurare il rischio del cancro. Invece recenti studi ipotizzano che troppe vitamine antiossidanti fanno male. Infatti c’è un timore che in alcune situazioni il Glutatione può peggiorare la situazione.

Possibili effetti antitumorali di alcuni integratori antiossidanti

Alcuni studi hanno dimostrato in passato che in alcune situazioni gli integratori antiossidanti possono avere possibili effetti antitumorali. Si pensa che questo è dovuto alla loro capacità di aggredire le molecole chiamate radicali liberi.

Ad esempio, la vitamina C potrebbe mostrare effetti antitumorali selettivi da sola o in combinazione con altre terapie, mentre la vitamina D potrebbe ridurre la resistenza ai farmaci in alcuni tumori solidi e non solidi. Inoltre, la vitamina E potrebbe prevenire le metastasi del cancro al seno. (1)

Alcuni integratori antiossidanti come il Glutatione e NAC sono diventati molto popolari anche perché ritenuti in grado di svolgere un’attività antitumorale. Ci sono studi clinici recenti suggeriscono invece che in alcune situazioni queste sostanze possono invece sortire l’effetto contrario.

Glutatione provoca il cancro: studi in vitro e vivo

Dall’altre parte, alcuni studi clinici randomizzati su larga scala hanno dato risultati contrastanti e controversi, che ci forniscono alcune indicazioni sugli effetti avversi dell’uso di antiossidanti nei pazienti oncologici.

In uno studio pubblicato sulla rivista Cell & Bioscience, i ricercatori hanno scoperto che la NAC e il GSH esercitano un effetto di promozione del tumore sia in vitro e in vivo.(1)

Controindicazioni integratori di Glutatione

Prima di iniziare a utilizzare integratori di glutatione, assicurati di consultare un bravo medico, dietista o nutrizionista. La cura fai da te di una condizione di salute grave o la mancata diagnosi corretta può avere conseguenze indesiderate.

N-acetilcisteina può aumentare il cancro ai polmoni

Nei modelli animali N-acetilcisteina può potenzialmente aumentare il cancro ai polmoni, come evidenziato da un recente studio pubblicato sulla rivista American Association for Cancer Research.

I ricercatori hanno testato la N-acetilcisteina su topi con tumori strettamente correlati al melanoma umano ed hanno evidenziato che tale sostanza accelerava la diffusione dei tumori.(2)

 

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Riferimenti scientifici:

1. Zhang, Vanilla Xin, et al. “Antioxidant supplements promote tumor formation and growth and confer drug resistance in hepatocellular carcinoma by reducing intracellular ROS and induction of TMBIM1.” Cell & bioscience 11.1 (2021): 1-20.

2. American Association for Cancer Research – “Antioxidants markedly accelerate tumor growth and reduce survival in mice with KRAS- and BRAF-induced lung cancer by disrupting the ROS-p53 axis”, October 2014.

3. Zhang, Yu-Jie, et al. “Antioxidant phytochemicals for the prevention and treatment of chronic diseases.” Molecules 20.12 (2015): 21138-21156.

Per approfondire:


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