Aloe cancerogena: vietati gli integratori lassativi
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Aloe cancerogena: vietati gli integratori lassativi


Alcuni integratori di Aloe con funzione lassativa risultano potenzialmente cancerogeni. Si tratta di utilizzo di estratti e molecole dell’idrossiantracene che saranno vietati in Europa. La buona notizia è che esistono anche prodotti con aloe vera che invece sono sicuri e hanno tanti benefici.

aloe cancerogena vietati integratori antrachinonici

Come misura preventiva, a partire dallo scorso 8 aprile è entrato in vigore il regolamento della Commissione Ue firmato lo scorso 18 marzo che ha decretato lo stop ai derivati dell’idrossiantracene. Sulla base dei dati disponibili, l’Efsa ora stabilisce che [1]:

“alcuni derivati dell’idrossiantracene sono genotossici, possono cioè danneggiare il Dna. Pertanto non è stato possibile stabilire un limite di sicurezza giornaliero. Inoltre, in studi condotti su animali, alcune di queste sostanze hanno mostrato di provocare cancro all’intestino”.

Il mercato degli integratori lassativi

Negli ultimi anni sono sempre di più aumentati integratori a base di piante lassative contenti antrachinoni, con dosaggi variabili (sempre tendenti verso un sovradosaggio) e con estratti frazionati/purificati. Il risultato è stato un incremento dell’attività farmacologica dei metaboliti con effetto lassativo, e conseguente aumento di fenomeni di tossicità.

Tutto nacque nel 2013, quando la Commissione Europea chiese ad EFSA un parere su Transitech, un integratore alimentare prodotto da un’azienda francese realizzato con le radici di rabarbaro cinese, essiccate e ridotte in polvere. La questione su cui  gli specialisti dovevano esprimersi era: “È possibile dichiarare in una pubblicità che Transitech migliora le funzioni intestinali grazie all’idrossiantracene?”[2].

Analizzando degli studi sull’idrossiantracene, EFSA concluse che questa sostanza aveva delle proprietà lassative. L’Autorità precisò tuttavia che un consumo prolungato (oltre i 15 giorni) avrebbe causato effetti collaterali dannosi per l’organismo.

Valutazione EFSA: idrossiantracene cancerogeni

Sono ormai quasi 10 anni che gli esperti dell’EFSA (European Food Safety Authority) stanno discutendo sulla possibile tossicità acuta e cronica delle molecole di idrossiantracene. Tali metaboliti sono caratteristici di piante come Aloe (le varie sottospecie), Senna, Frangula e Rabarbaro.

Tale situazione ha indotto gli enti regolatori ad osservare meglio il mercato e porre le dovute limitazioni all’uso e alla vendita di prodotti analoghi.  Era già successo nel caso del riso rosso fermentato, che era stato verificato come uno degli integratori dannosi per il fegato.

La decisione di divieto nasce da uno studio iniziato nel 2018 quando l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare aveva espresso l’ipotesi che gli integratori alimentari che contengono derivati dell’idrossiantracene possono danneggiare il Dna ed eventualmente possono favorire il cancro all’intestino. [3]

Emodina, aloe-emodina e dantrone sono sostanze genotossiche in vitro, cioè hanno causato delle modifiche nel DNA di cellule studiate in laboratorio.”

Mentre nel febbraio 2019, l’Accademia francese di farmacia aveva avvertito:

“Alcuni integratori alimentari sono pericolosi e dovrebbero essere vietati”.

L’estratto totale di Aloe cura il cancro?

Per anni si è pensato che i componenti antrachinoni potessero avere un’azione utile nella lotta contro il cancro. Questa ipotesi è stata sostenuta da Padre Romano Zago, un francescano nato in Brasile, che deve la sua fama al suo libro ed alle numerose sue interviste. Infatti si possono leggere innumerevoli articoli su internet che parlano dei benefici:

L’estratto totale di aloe è ottenuto dall’utilizzo di tutta la foglia, compresa di polpa centrale e cuticole esterne. L’estratto di aloe è il più completo poiché utilizza la foglia intera”.

Il parere dell’EFSA è allineato con le dichiarazioni dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) che in precedenza aveva classificato l’estratto totale di Aloe come cancerogeno di classe 2B ovvero “sospetti cancerogeni per l’uomo.

I componenti dell’Aloe cancerogeni

Il parere dell’EFSA è allineato con le dichiarazioni dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) che in precedenza aveva classificato l’estratto totale di Aloe come cancerogeno di classe 2B ovvero “sospetto cancerogeno per l’uomo.

Molte delle sostanze oggi vietate sono presenti in grande quantità nella buccia delle foglie di Aloe, finite anch’esse sotto la lente di ingrandimento. Il regolamento, che va a modificare quello del 20 dicembre 2006 sull’aggiunta di sostanze agli alimenti, vieta:

  • Gli estratti naturali di Aloe hanno anch’essi degli effetti genotossici, dovuti alla presenza di derivati dell’idrossiantracene.
  • L’aloe-emodina è addirittura genotossica in vivo, cioè ha causato delle modifiche nel DNA degli animali studiati in laboratorio.
  • Infine, gli estratti dalla foglia intera di Aloe e il dantrone potrebbero aumentare il rischio di cancro al colon negli esseri umani.

Infatti queste solo alcune delle controindicazioni dell’aloe (sia di aloe vera che aloe arborescens) che abbiamo da tempo segnalato.

Come scegliere l’aloe vera sicura e benefica

A livello industriale, l’aloina viene eliminata dal succo di Aloe attraverso filtri chimici. Questo però elimina anche una parte importante dei benefici dell’aloe vera per la salute, come molti dei suoi polisaccaridi.

The Honeyland ha selezionato la migliore aloe vera da bere ottenuta SOLO dalla polpa interna della foglia fresca. Non pastorizzata, fresca direttamente dalle piantagioni dei nostri produttori che producono l’aloe vera in siti protetti in Andalusia e Murcia (Spagna).

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Riferimenti scientifici:

1. REGOLAMENTO (UE) 2021/468 per quanto riguarda le specie botaniche contenenti derivati dell’idrossiantracene,  18 marzo 2021

2. European Food Safety Authority. Scientific Opinion on the substantiation of a health claim related to hydroxyanthracene derivatives and improvement of bowel function pursuant to Article 13(5) of Regulation (EC) No 1924/2006, 30 Ottobre 2013

3. European Food Safety Authority. ” Traditional Safety of hydroxyanthracene derivatives for use in food“, 23 January 2018

 

 


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