Polline integratore naturale: 6 passi per scegliere quello migliore

Vuoi ottenere il massimo dei benefici dal Polline come integratore naturale? In commercio il polline d’api si trova in negozi specializzati di integratori alimentari oppure in erboristerie. Se decidi di acquistare polline d’api come integratore, per beneficiare pienamente di tutte le sue proprietà, è importante saper scegliere il prodotto giusto.

Polline integratore naturale - 3 passi per scegliere quello migliore

1. Polline integratore: da dove arriva il tuo polline

Se cerchi il polline come integratore alimentare la forma più diffusa è quella del polline in granuli, ma si può trovare anche in compresse, tavolette masticabili o in fiale miscelato ad altri prodotti energetici.

Sfortunatamente gli integratori a base di polline (granuli, compresse, polvere) raramente indicano la provenienza e la qualità del loro polline.

Quindi verificate sempre se il vostro integratore contiene polline proveniente da paesi extra-europei oppure dalla Cina in quanto potrebbe essere contaminato da sostanze chimiche derivate sia dall’inquinamento ambientale che dall’agricoltura intensiva.

La Cina è il primo paese al mondo dove, in alcune regioni, le api sono scomparse dall’ecosistema.

2. Polline: le sostanze tossiche che si possono nascondere nel polline d’api

Le api sono dei bioindicatori della stato di salute dell’ecosistema di fiori e piante che le circonda e quindi il polline che raccolgono spesso può essere contaminato da varie sostanze nocive:

  • Contaminazione metalli pesanti: i prodotti dell’alveare quali polline, propoli e cera indicano lo stato di contaminazione ambientale da metalli pesanti quali Piombo, Cadmio, Mercurio.
  • Pesticidi e fungicidi: le api raccolgono il polline dalle piante intorno all’alveare e quindi occorre valutare il rischio di contaminazione da pesticidi e fungicidi utilizzati in agricoltura su piante in fioritura, ma anche erbicidi e battericidi.
  • Antibiotici: es. streptomicina utilizzata su peri e meli ed altri antibiotici utilizzati direttamente negli alveari.
  • Fitofarmaci utilizzati nell’alveare: Coumaphos, Chlorfenvinphos, Fluvalinate (farmaci per lotta alla Varroa, un parassita che attacca gli alveari).
  • OGM: il polline non deve provenire da piante geneticamente modificate (OGM), quindi preferire sempre il polline di provenienza italiana che specifica l’assenza di inquinamento OGM.
  • PCB e Diossine
  • Polline radioattivo: ci sono zone nel mondo dove la radioattività (generata da disastri ecologici come Chernobyl, Fukushima) influenza tutte le specie viventi, incluse le piante. Quindi il polline proveniente da queste zone può essere contaminato con radionuclidi. Attualmente l’unico paese nel mondo che fa analisi approfondite sui prodotti alimentari è il Giappone e recentemente vi è stata la notizia che alcuni prodotti di una nota azienda italiana di marmellate biologiche sono stati ritirati dal mercato giapponese proprio a causa di contaminazione radioattiva.
  • Integrità biologica: molto importante, soprattutto quando è fresco, il polline è soggetto a fenomeni di contaminazione da muffe.

Meglio orientarsi verso polline biologico di provenienza italiana. Inoltre questo significa che l’allevamento delle api si svolge senza impiego di sostanze chimiche, oppure OGM.

Il polline italiano biologico di produzione artigianale The Honeyland invece è raccolto dalle api nelle zone di fioriture spontanee in luoghi naturali protetti oppure in colture controllate con il metodo biologico.

La conservazione del Polline

I valori nutrizionali che riguardano le vitamine, minerali, i fattori antiossidanti e gli enzimi variano molto in funzione del metodo di conservazione del polline:

  • Polline essiccato ad alta temperatura.
  • Polline fresco congelato
  • Polline deumidificato a freddo oppure crudo (in inglese “raw pollen“).
  • Polline fresco congelato

3. Polline essiccato

Negli anni 50, il professor Rémy Chauvin studiò per la prima volta il polline fresco, ma poi per anni il metodo principale di conservazione del polline è consistito nell’essiccazione mediante flusso di aria calda.

Le ultime ricerche hanno dimostrato che questo sistema impoverisce il polline, distrugge la maggior parte dei principi nutritivi (quasi il 90%) e le principali caratteristiche organolettiche.

Anche oggi la maggior parte del polline che si trova in vendita, sia quello in granuli che il polline lavorato a livello industriale per la produzione di vari integratori, viene essiccato con questo metodo.

4. Polline fresco congelato

A sottolineare l’importanza di conservare il polline allo stato fresco è stato, negli anni ’90, Patrice Percie du Sert. Purtroppo il polline fresco è possibile trovarlo sono in natura perché si degrada dopo qualche giorno dal raccolto persino quando conservato in frigo.

Quindi è stato il primo a sviluppare una nuova tecnica di conservazione per promuovere un nuovo tipo di prodotto sul mercato: il polline fresco congelato.

Per essere congelato il polline deve avere una bassa umidità, altrimenti le palline di polline si possono attaccare e rendere impossibile l’utilizzo del polline congelato.

Quindi si tratta di un polline deumidificato che poi viene conservato in freezer.

Svantaggi. Per essere commercializzato come tale a distanza (online) il polline fresco congelato necessita della catena del freddo (-18°C). Quindi esiste il pericolo che durante il trasporto si scongeli e diventi soggetto a fenomeni di deterioramento biologico con le relative conseguenze.

5. Polline deumidificato vs. crudo

Negli ultimi anni gli alimenti crudi sono sempre più apprezzati perché conservano meglio le loro proprietà nutritive. La denominazione di polline crudo deriva dallinglese “raw pollen” e si può trovare nei paesi anglosassoni (USA, Inghilterra, Germania, paesi nordici, etc).

In questo caso le temperature di lavorazione del polline possono variare tra 40-41°C. Nonostante è una soluzione migliore del polline essiccato, questo metodo consente di preservare solo in parte le proprietà del polline fresco, circa l’70-80%.

Se trovate la dicitura “raw pollen” specificato in etichetta significa che si tratta di polline crudo , altrimenti il polline è essiccato con il metodo a caldo.

In Italia alcuni apicoltori italiani hanno sviluppato un innovativo metodo di conservazione, ancora migliore: la deumidificazione a freddo sotto 35°C.

Polline perde le proprietà?

Come per tutti gli prodotti alimentari, anche per il polline d’api è obbligatoria l’indicazione in etichetta del termine preferenziale di consumo, la cosi detta data di scadenza. Alcuni di voi ci hanno chiesto se possono utilizzare il polline oltre questa data.

Anche se il polline ha un termine di scadenza di 2 anni, meglio consumarlo più fresco possibile. Ma anche l’esposizione alla luce e a temperature oltre 25°C, come succede in molti negozi, possono deteriorare le sue proprietà.

Quindi per avere tutti i benefici vi consigliamo di comprarlo direttamente dagli piccoli apicoltori di fiducia non più vecchio di 10-12 mesi dalla data di raccolta.

Miglior Polline: deumidificato a freddo artigianale

The Honeyland ha selezionato solo polline biologico artigianale deumidificato che supera 5 criteri di qualità:

  • Da agricoltura biologica italiana
  • Raccolto in zone incontaminate (Parchi naturali e Montagna in Italia) e privo di sostanze chimiche nocive.
  • Artigianale. Produzioni di piccoli lotti per evitare contaminazioni biologiche.
  • Deumidificazione a bassa temperatura. I nostri produttori utilizzano una lavorazione molto delicata, con temperature più basse, di 30-32° e tempi più brevi, quindi il polline può risultare più morbido e nutriente al pari del polline fresco.
  • Conservazione. Conservato al fresco e buio.

Polline d'api: perchè scegliere quello bio deumidificato crudo artigianale

 

 


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COMMENTS

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    Vincenzo 1 anno ago

    Salve stamattina per la prima volta ho raccolto polline circa gr.300
    Come posso fare per conservarlo e consumarlo inmodo ottimale?
    Grazie

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    Marco 3 anni ago

    Complimenti per l’articolo, non conoscevo queste differenze. Io consumo da sempre polline.

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